Comunione di san Lorenzo da Brindisi


Raffaele da Roma. Comunione di San Lorenzo da Brindisi. Olio su tela, cm. 300x192. Quinta cappella a sinistra, parete destra.

In questa La tela è stata realizzata attraverso tre piani compositivi; nel secondo piano si svolge la centralità della scena che segue una studiata triangolazione, creando una spinta dinamica che va dal viso e dal braccio teso del Cristo alla testa di San Lorenzo e poi, verso l’alto, alla figura dell’angelo.

Il Cristo, in movimento su una nube, è proteso in avanti verso il Santo a cui porge l’Ostia; è raffigurato con pochi tratti, di aspetto giovanile e con i segni della passione. Ciò che risalta è il manto bianco che lo avvolge e ne asseconda la persona, mentre dietro si allarga in un rigonfiamento che sottolinea il movimento della sua apparizione.

L’espressione del frate è intensa, il suo sguardo è fisso sul volto di Gesù. La posizione in ginocchio a tre quarti e la prospettiva dal basso mettono in risalto i suoi lineamenti con pochi tratti.

Il pittore ha reso la scena realistica, inserendo in primo piano su una semplice pavimentazione in cotto un paio di sandali abbandonati sulla destra, mentre a sinistra con forte prospettiva un frate scalzo in ginocchio, prono verso il Santo, che si copre il viso con le mani. Il cordone bene evidenziato lo cinge come se fosse una legatura, la cui estremità nodosa è distesa a terra. Così la saldezza costruttiva di questa figura e la sua postura permettono di far emergere a pieno la figura intera del Cristo. In fondo, dietro San Lorenzo, appena abbozzato, s’intravede frontalmente un frate in preghiera. In alto a destra un angelo alato incensa la scena, muovendo il turibolo, e vicino un altro più piccolo gli porge la navicella.

Il rapporto luce-ombra, i caldi toni bruno-dorati e la scansione dei vari piani, oltre che a dare profondità contribuiscono all’espressività dei personaggi. Infatti il Cristo così luminoso sembra squarciare il buio dell’ambiente, illuminando lo sfondo della tela di un denso colore giallo ocra in cui emergono qua e là piccoli angeli.

Il pittore ha voluto sottolineare il movimento di Gesù e degli angeli in contrapposizione alla staticità delle figure umane forse proprio per sottolineare il soccorso divino verso coloro che sono in preghiera.

M.A. Mezzina

Nota

La scheda del Ministero per i beni culturali e ambientali del 1995 attribuisce il dipinto a Sebastiano Conca (1680-1764), su base bibliografica. Documenti d’archivio e il bozzetto rimasto, lo fanno attribuire al cappuccino p. Raffaele da Roma (Gaetano Minossi, Roma 1732-1805), del quale si è già parlato in altri box di questo sito.

Lorenzo da Brindisi (1559-1619), frate cappuccino, è stato dichiarato santo e Dottore della Chiesa. Uomo di vasta cultura ed in grado d leggere, scrivere ed esprimersi in molte lingue. Governò l’Ordine e gli furono affidate molte ambascerie presso le corti del tempo. Proverbiale il lungo tempo che impiegava nel celebrare la Messa. R.C.