da Torino


Vice Postulazione
P. Mariano da Torino
Via V. Veneto 27
00187 ROMA

CENTENARIO DELLA NASCITA

CELEBRAZIONI in onore di PADRE MARIANO

27 marzo ore 17,30

CONCELEBRAZIONE nel XXXV della morte del Servo di Dio
Presiede fr. Mauro Jöhri, Ministro Generale dei Cappuccini
Esibizione del Coro Ars Nova di Roma, diretto dal M.° Valentina Rivis
Benedizione di un busto del Servo di Dio, dell’artista Franco Nicolai
Proiezione di una teleconversazione di P. Mariano

15 maggio ore 19,00

PRESENTAZIONE del libro Arte e cultura nella chiesa di Via Veneto
Benedizione di un busto in bronzo, dell’artista Serafin Santibáñez
Concerto con artisti del Coro dell’Opera di Roma

22 maggio ore 18,00

CONCELEBRAZIONE a chiusura del Centenario
Presiede S.E. Mons. Francesco Lambiasi, Assistente Nazionale di Azione Cattolica Esibizione della Corale Polifonica Marcellinense, Direttore Artistico Giuseppe Valeriani

Proiezione di una teleconversazione di P. Mariano



Alcune realizzazioni letterarie e artistiche in occasione del Centenario:

LIBRI e opuscoli

Giancarlo Fiorini, Pace e bene a tutti, San Paolo, Milano 2006, pp. 240
Id., Francescano e sacerdote per grazia dell’Immacolata (autobiografia), Roma 2006, pp. 24
Id., Pensieri, Roma 2006 (a cura di fr. Rinaldo Cordovani), pp. 24
AA.VV., Arte e cultura nella chiesa di via V. Veneto in Roma (con notizie e saggi su Paolo
Roasenda - P. Mariano, oltre che una selezione dei suoi scritti), pp. 124
P. Roasenda, Assoluto e relativo. Scritti spirituali, Ist. Storico Capp., Roma 2007 (in stampa), c. 500 pp.

ARTE

QUADRI ALFREDO MORALDI : Icona di bontà (olio su tela 40x50 cm, 2006)
FRANCO NICOLAI : Il suo sorriso (sanguigna 100x100 cm, 2006)
FRANCO NICOLAI : L’apostolo dei mass media (olio su tela 80x150 cm, 2006)
MICHELE GIANFRANCESCO : P. Mariano e l’Immacolata (olio su tela 160x220 cm, 2006)
MICHELE GIANFRANCESCO: Il suo volto (olio su tela 30x40 cm, 2006)
MICHELE GIANFRANCESCO : Il prof. Paolo Roasenda (olio su tela, 30x40 cm, 2007)
REMO RAPONE: Il saluto di P. Mariano (acrilico su tela 154x200 cm, 2005)
SCULTURE CONSTANTIN VIOREL LUPASCU : busto in marmo (a Fiuggi Fonte, 2006)
FRANCO NICOLAI : busto in terracotta (inaugurazione 27 marzo 2007)
SERAFIN SANTIBÁÑEZ : busto in bronzo (inaugurazione 15 maggio 2007)

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  • Padre Mariano. Il Vangelo in onda -
    Il DVD del Centenario

È stato realizzato dalla nota casa di produzioni televisive e multimediali NOVA-T di Torino, con la regia di Sante Altizio e Andrea Tomasetto, in collaborazione con Rai Sat Extra e i frati cappuccini di Roma.

Vari sono i contenuti del DVD per complessivi 120’:

• Il documentario Non sono una soubrette.
• Breve biografia.
• Una teleconversazione della rubrica In famiglia del 21 marzo 1967.

• Una serie di testimonianze originali con personaggi noti e meno noti (mons. Francesco Gioia, Sergio Zavoli, p. Raniero Cantalamessa, Bruno Vespa, Rosan-na Vaudetti, Nicoletta Orsomando, Pier Giorgio Liverani, Giorgio Simonelli, va-ri frati cappuccini...).

• Una piccola selezione delle sue barzellette.

• Lo stato attuale della Causa di canonizzazione.

Chi è interessato può richiederlo alla Vice Postulazione o a NOVA-T, Via F. Bocca 15 – 10132 Torino (tel. 011 8991400).



Padre Mariano da Torino, Fede e vita cristiana

Edito dalla Vice Postulazione in occasione del Centenario, il volume raccoglie dieci trasmissioni tenute da Padre Mariano alla radio o alla televisione.

Si tratta di oltre 200 pagine interessanti e vivaci, secondo l’inconfondibile stile del cappuccino. È una lettura gradevole e uno stimolo per crescere spiritualmente e
culturalmente.

I temi affrontati si riferiscono a Gesù, alla Madonna, a san Francesco, a proble-matiche di antropologia teologica.

Nel libro sono state inserite indicazioni biografiche e una bibliografia aggiornata sull’autore.

La Vice Postulazione sarà ben lieta di inviarne copia a chi ne farà richiesta.




Teleconversazione di Padre Mariano - 28 giugno 1966

San Francesco

Pace e bene a tutti.

Questa trasmissione la voglio dedicare a san Francesco d'Assisi, anche per venire incontro a molte vostre richieste insistenti.

Vi dirò di s. Francesco come lo vedo io. Intendiamoci, io non ho mai veduto s. Francesco in persona, ma ho letto e meditato a lungo le fonti storiche che più autorevolmente ci parlano di lui, vale a dire il "Da Celano”, "I tre compagni" e san Bonaventura.

Ebbene, dopo tante letture, dopo tante meditazioni e riflessioni, la mia conclusione è sempre questa: chi meglio di tutti, non seguendo la poesia ma seguendo la storia, ha scolpito in brevi tratti il vero volto spirituale di s. Francesco è la Chiesa, Madre dei santi. La Chiesa, nella sua liturgia vede s. Francesco che entra nella gioia eterna del Paradiso così: “Franciscus pauper et humilis, dives caelum ingreditur”. II latino di questa antifona è conciso, ma è molto semplice: “Francesco, povero e umile, entra in cielo perché ricco di amore”.

Le condizioni dell’amore

Ecco: la sostanza della vita spirituale di s. Francesco è amore al vero Amore, cioè Gesù Crocifisso. La povertà e l’umiltà non sono la sostanza della vita religiosa di s. Francesco, ma sono due condizioni che egli ha voluto imporsi per imitare, non a chiacchiere ma nella realtà della sua condizione esistenziale, Gesù Crocifisso.

La sua povertà non è imposta dalla sorte. Sapete tutti che s. Francesco era figlio di uno dei più ricchi cittadini di Assisi. Non è nemmeno una povertà sopportata col muso lungo, brontolando e maledicendo i ricchi. Non è neppure frutto di inclinazione naturale, cioè la povertà per la povertà; quella era l’etica dei poveri di Lione, dei poveri Lombardi dei suoi tempi. Non è neppure una povertà che scaturisce da una considerazione di carattere sociale, vale a dire di colui che nasce ricco e che, vedendo attorno a sé tanti poveri, ne ha vergogna e si fa povero per far star meglio altri, per una solidarietà con i poveri.

No! Francesco si fa povero e vive povero per solidarietà con Gesù. Lo afferma categoricamente lui stesso quando dice: "perché il Signore si è fatto povero per noi in questo mondo". Son parole sue e quindi più autorevoli ancora delle nostre interpretazioni.

Così si dica della sua umiltà, la quale non è il frutto, l'espressione del suo temperamento, il quale era tutt'altro che un temperamento candido, ingenuo, remissivo e timido. No! era un temperamento di lottatore, che amava il rischio. Si potrebbe dire che nell’anima sua, come in una tavolozza che riporti i colori dell'Umbria, ci sono ombre e luci, contrasti fortissimi, dominati però dal suo orgoglio, che teneva il primo posto a casa sua.

Ma egli non si fa umile per combattere asceticamente l’orgoglio che sentiva in sé. Perché ama l'umiltà? perché l'amore che ha per Gesù lo porta a vedere in Lui quello che egli è, l'umiltà di Dio fatto uomo. Egli è venuto non per essere servito, ma per servire. Allora Francesco vuol fare un po' sua quella umiltà. E ci riesce attraverso durissime prove di penitenza corporale. Questo pochi lo sanno: s. Francesco ha praticato la penitenza corporale come pochi santi hanno fatto nella Chiesa. E attraverso umiliazioni cocentissime per il suo animo che era nobile: non soltanto andava a predicare in mutande, questo è niente; ma andare a mendicare per le vie della sua Assisi, questa è stata per Francesco la prova del fuoco. Ha voluto così prendere quell’ultimo posto che Gesù ha preso tra gli uomini; ha voluto farsi ‘minore’.

Ripeto, per maggior chiarezza: non l'umiltà e non la povertà, a mio modesto giudizio, costituiscono l'essenza della vita religiosa di s. Francesco. Queste sono due semplici, seppur eroiche condizioni, che egli ha voluto imporre a se stesso perché la sua vita fosse Gesù. Questo e non altro.

Voi vi domanderete: perché Francesco ama tanto Gesù? Perché un giorno, per la prima volta nella sua vita - e quel giorno è stato decisivo per la sua anima - scopre l'amore personale di Gesù per lui in un Crocifisso. […]

Teleconversazione di Padre Mariano - 28 giugno 1966



PER CONOSCERE PADRE MARIANO

Indicazioni bibliografiche


LIBRI

Paolo Roasenda
Pagine Costantiniane. Ricerche storiche sui primi anni
del regno di Costantino (306-313 d.C.)
(Tesi di Laurea in Lettere - Torino 1927) - Roma 1991, pp. 136

Padre Mariano da Torino
Essenza e valore dell'umiltà nella vita interiore
(Tesi di Laurea in Teologia - Roma 1949) - Roma 1988, pp. 160

Padre Mariano da Torino
La posta di Padre Mariano, 6 voll., Cesca, Roma 1968-69

Mariano D’Alatri
Padre Mariano da Torino nel ricordo dei fratelli
Roma 1978, pp. 72

Pobladura-Bronzetti-D’Alatri
Padre Mariano. Un apostolo del nostro tempo
Roma 1974, pp. 174

Mariano D'Alatri
Padre Mariano da Torino, "il parroco di tutti gli italiani"
Roma 1989, pp. 32

Padre Mariano da Torino
Fede e vita cristiana
[10 Teleconversazioni - Roma 1990] - Ristampa Roma 2006, pp. 296

Mariano D'Alatri
Padre Mariano annunciatore televisivo del Vangelo
Ed. Paoline, Milano 1990, pp. 196

Autori Vari
Progetto cristiano e comunicazione. Padre Mariano da Torino
Viterbo 1995, pp. 96

Silvano Troncarelli
Padre Mariano
Ed. Dehoniane, Roma 1996, pp. 192

Giancarlo Fiorini
Pace e bene a tutti
Ed. San Paolo, Milano 2006, pp. 240

Autori Vari
L’umiltà e la gloria
Numero speciale de La posta di Padre Mariano (2/2006)
con testimonianze, nel centenario della nascita

La Posta di Padre Mariano
Bimestrale di testimonianze, ricordi, scritti
Via V. Veneto, 27 – 00187 Roma


AUDIOVISIVI

Antonio Ugenti
Padre Mariano da Torino. Il “Santo” della TV
[2 audiocassette] - Ed. Paoline, Roma 1989

Carlo De Biase
I due volti di Padre Mariano da Torino,
l'apostolo dei mass media
Videocassetta (1991)

Padre Mariano da Torino
Ultime conferenze:
Attualità di Gesù” – “Mistero cristiano”
[2 audiocassette a cura di Antonio Solinas] - Ed. Paoline, Roma 1992

Padre Mariano da Torino
Osiamo dire: Padre
[3 audiocassette a cura di Antonio Ugenti] - Ed. Paoline, Roma 1992

Pace e Bene a tutti
Videocassetta (1995) sulla vita di Padre Mariano.
Testo di Rinaldo Cordovani. Regia di Carlo e Paola De Biase - Durata 25’

Padre Mariano da Torino. Il meglio della sua TV
Videocassetta (1999)
Regia di Carlo e Paola De Biase – Durata 33’

Il Vangelo in onda
DVD (2006) prodotto da Nova T – Rai –
Provincia Romana Frati Minori Cappuccini


Il materiale può essere richiesto a
Vice Postulazione Padre Mariano da Torino
Via V. Veneto 27 – 00187 Roma
Tel. 06 4747275 – fax 06 4874142



PACE E BENE A TUTTI!






Padre Mariano, nato a Torino il 25/05/1906 e morto a Roma il 27/03/1972, è stato professore di greco e latino nei licei statali di Tolmino (GO), Pinerolo (TO), Alatri (FR) e Roma, presidente della Gioventù Romana di Azione Cattolica. Lasciato l'insegnamento, entrò nell'Ordine dei frati cappuccini nel 1940.Dal 1955 al 1972 curò le rubriche televisive "La Posta di Padre Mariano", Chi è Gesù", "In Famiglia" ed esercitò una vasta attività di conferenziere in Italia e all'estero. I1 24/05/1986 il Card. Vicario di Roma emanava l'Editto per la "Causa di Canonizzazione di Padre Mariano da Torino (al sec. Paolo Roasenda), Cappuccino". L'11 maggio 1991 si è conclusa la fase diocesana della "Causa" e il 22/01/1993 la Congregazione per le cause dei Santi ne ha confermato la validità giuridica. Il 29 giugno 1996 è stata stampata la "Positio super virtutibus", che costituisce una fase decisiva nella Causa di Canonizzazione del "Frate della TV".



        Mariano è il nome che il prof. Paolo Roasenda scelse quando divenne frate cappuccino a 34 anni nel convento di Fiuggi (Frosinone). Cambiò il nome di battesimo, secondo l'uso dei cappuccini, e scelse questo nuovo - Mariano - "per onorare- scrisse poi - Colei cui tanto devo. Penso con gioia che ogni volta che fanno il mio povero nome, risuona qualcosa di Lei".
         Fin da ragazzo fu iscritto all'Azione Cattolica e sui gioranali di A.C. pubblicò i suoi primi articoli. Scrisse e rappresentò anche una commedia quando aveva 19 anni. Avuta la cattedra di latino e greco al Maminani di Roma, s'impegnò ancor più nell'Azione Cattolica di quegli anni difficili, nei quali il fascismo aveva proibito ogni tipo di organizzazione sociale: fu allora che il Cardinale Vicario lo nominò Presidente della Gioventù Romana di Azione Cattolica. Come insegnate impegnato nell'associazionismo cattolico, pubblicò libri ed articoli di cultura classica e di istruzione religiosa.
        Nato nel 1906, ha conosciuto il ventennio fascista durante il quale ha avuto la sua formazione culturale e ha svolto la sua professionalità come docente; ha vissuto il passaggio dalla monarchia alla repubblica; ha contribuito alla scelta democratica dell'Italia partecipando attivamente nei Comitati Civici del prof. Gedda.
   A 24 anni, giovane professore di lettere classiche al liceo di Pinerolo, scriveva alla zia queste parole, mai poi smentite dalla sua vita futura: "Che cosa sarò? Io non so niente oggi: questo però il Signore vede: che io intendo dedicare tutta la mia vita (come vorrà Lui e dove vorrà Lui) per il bene delle anime. Credo che non ci sia da esitare: è la vita più bella, più consolante, più nobile e attuabile in qualsiasi stato". (Lettera del 13.1.1930 alla zia Costanza).
     Eppure, sul finire del 1940, abbandonò l'insegnamento ed entrò tra i cappuccini. Il prof. Paolo Roasenda cambiò il nome in Mariano da Torino, si laureò in teologia e fu ordinato sacerdote. Fu cappellano negli ospedali romani di Santa Maria della Pietà, Santo Spirito in Sassia e nel carcere di Regina Coeli. Gli anni del Concilio ecumenico vaticano secondo lo hanno visto vigile ed attento propagatore attraverso lo schermo televisivo; è stato un pioniere nell'uso dei mezzi di comunicazione sociale ed ha vissuto in prima persona le problematiche più significative degli anni della ricostruzione, del benessere economico, della contestazione studentesca e della legislazione sociale, senza mai diventare un "divo", ma con umiltà e semplicità.
        Fu scelto dai dirigenti TV tra una trentina di candidati a tenere una rubrica religiosa, che iniziò nel gennaio 1955, che iniziava sempre e concludeva col saluto Pace e bene a tutti! Il gradimento del pubblico fu tale che la presenza del cappuccino in Tv divenne sempre più frequente e significativa fino al giorno della sua morte nel 1972.
        Nel 1969, rispondendo ad una domanda sul Radiocorriere TV (n.39, p.4) espose le sue convinzioni sul modo di predicare: "farsi sentire dall'orecchio, dalla mente, dal cuore". Fare in modo cioè, diceva, che le parole si possano udire distintamente (I'orecchio); poi farsi capire: "la prima carità da usarsi è mettersi nei panni degli ascoltatori e rendere facile ciò che per sua natura è difficile a comprendersi" (la mente); quindi sentire col cuore, che significa che colui che parla deve praticare prima personalmente quello che dice o raccomanda agli altri. E, come consiglio, aggiungeva: "siate brevi!" Queste, infatti sono state le quattro cose che hanno reso popolare, gradito e convincente P. Mariano, dovunque e con chiunque parlasse, anche dalla TV.
        Visse i suoi giorni di fede operosa nel convento romano dell'Immacolata Concezione in via Vittorio Veneto, 27, dove sono stati trasportati i suoi resti mortali che sono diventi punto di riferimento di fede per tantissime persone. Sulla sua tomba ci si raccoglie in preghiera tutti i martedì, giorno in cui andavano in onda le sue trasmissioni, per ringraziare e chiedere la protezione del "cappuccino del video".
         Il Card. Ugo Poletti nel giorno dei funerali, 29 marzo 1972, nella basilica di San Lorenzo fuori le mura, lo ha ricordato come "l'amico degli umili i quali capivano ciò che lui diceva, l'amico degli afflitti che nelle sue parole trovavano consolazione e incoraggiamento, l'amico degli smarriti e degli incerti che ritrovavano ancora la ragione di vivere, di lottare e vincere".  

Avremo presto il primo santo della TV?

R.C.

Per saperne di più:
La Posta di Padre Mariano
rivista bimestrale, che raccoglie documenti,
testimonianze e scritti di/su Padre Mariano.
Per ulteriori informazioni e per ricevere del materiale a stampa, audio e video:
Vice postulazione per la Causa di canonizzazione di Padre Mariano da Torino
Via Vittorio Veneto, 27 - 00187 Roma. Tel. 06/4747713.